Anna Beltrami e i suoi amici animali

Harem, Vicky, Shell, Tigrino e Bijoux: 5 animali felicemente guariti (o salvati) grazie agli ioni negativi. E così, ecco che ioniflex
diventa l’amico terapeuta da mettere sempre in valigia.

Testimonianza

Nel giro di due anni ho potuto sperimentare cosa possano fare ioniflex e gli ioni negativi.
Era il 29 dicembre 2017 quando la nostra cavallina Harem (di 30 anni), mentre galoppava felice nel maneggio in cui la teniamo, ha smorzato la sua corsa all’improvviso e ha cominciato a zoppicare. Fermi tutti! Cosa succede?
La veterinaria del maneggio, visitandola, le aveva diagnosticato una sfilacciatura importante del tendine. Data l’età, una situazione davvero critica. Ed è stata proprio la veterinaria che mi ha suggerito, oltre alla prescrizione di PRP (plasma ricco di piastrine), di applicare sulla parte gli ioni negativi.
Il recupero è stato notevole. Dopo solo due somministrazioni di PRP e tanto tempo con il dispositivo ioniflex addosso, la cavallina è stata decisamente meglio.

Quell’anno – il terribile 2018 – ho potuto verificare tante altre volte ancora la potenza degli ioni.
Ad aprile, la nostra cagnolina Vicky ha cominciato a lamentarsi. Guaiva quando la toccavi.
Quindi sono subito corsa dal veterinario, che ci ha mandati dal neurologo. La risonanza magnetica ha rivelato problemi ai dischi (soprattutto uno) che hanno reso necessario e urgente l’intervento, che abbiamo fatto i primi di maggio.
La convalescenza si è presentata subito molto difficile. Vichy non recuperava, camminava a testa bassa, non aveva più quella sua andatura trotterellante e guaiva facilmente.
Nel frattempo, anche la gattina Shell si era ammalata di quel raffreddore un po’ latente che ha sempre avuto. I sintomi erano potenti negli eccessi di tosse che ci imbrattava tutti i muri di un muco rossastro. Il veterinario le somministrava antinfiammatori e cortisone.

Passiamo quindi un agosto tormentato, finché mi illumino: “Ma ioniflex non aveva funzionato con Harem? Proviamo anche con loro!”.
Con Vicky metto il cuscino – uno degli accessori – direttamente nella cuccia.
Con Shell è più complicato, perché è un gatto. Però le piace starmi in braccio, così la lego a me con la fascia – altro accessorio – e lei si addormenta mentre giro per casa.
Dopo 3 settimane, il veterinario è stupito dai risultati.
Manca all’appello Tigrino. Ad un certo punto, infatti, smette di mangiare e il veterinario – subito interpellato – mi dà una diagnosi è infausta: i reni sono compromessi. Arriva a dirmi di non aspettarmi più di 2 o 3 giorni di vita e consiglia addirittura l’eutanasia.
Cosa faccio? Attacco a fargli ioni, ioni, ioni!
Ce l’ho collegato al dispositivo il più possibile, combattiamo insieme.
Dopo 2 anni Tigrino è ancora con noi. Ma ciò che stupisce il veterinario è la qualità della sua vita. Tigrino corre, mi sfreccia davanti, si arrampica sugli alberi.

Questo dispositivo per me è ormai più che un amico.
Quando partiamo è la prima cosa che metto in valigia, perché non voglio e non posso dimenticarmelo.

Serve a me, serve a mio marito – che ogni tanto soffre di dolori locali e che quest’anno, con la ioniterapia, ha risolto efficacemente e rapidamente quelli alla spalla – e soprattutto serve ai miei animali.

Prima di terminare questa intervista c’è un’ultima soddisfazione ottenuta che voglio raccontarvi. Si è verificata ad agosto di quest’anno.
Mio nipote, come ogni anno, prima di partire per le vacanze, mi ha portato Bijoux la sua deliziosa cagnolina.
Appena entrato in casa ha però esordito dicendomi: “Zia, questa volta ti darò dei problemi, purtroppo. Il cane ha la zampina posteriore destra malmessa e camminava su tre zampe sino a tre giorni fa. Il veterinario ci ha detto che ha un serio problema al tendine e che possiamo tentare di risolvere solo attraverso intervento chirurgico, ma chiaramente lo faremo dopo le ferie. Oltretutto tre giorni fa, giocando con mia figlia, deve aver fatto un brutto movimento e così si è storto anche l’altra zampina. Quindi adesso non cammina più neppure sull’altro arto posteriore. Mi spiace tanto darti questo problema, ma quest’anno sarai costretta a portartela dietro mettendola dentro allo zainetto, quando farai le tue bellissime passeggiate nella natura. Purtroppo non è assolutamente autonoma nel camminare”. Io gli ho risposto che non doveva assolutamente preoccuparsi e, una volta uscito per tornare a casa e poi partire per le ferie, cosa ho fatto? Ioni, ioni, ioni

Ho dunque letteralmente inchiodato Bijoux nella sua cuccia con la fascia che la avvolgeva sopra e sotto e ho cominciato a farle la ioniterapia tutti i giorni, mattina e sera.
Indovinate? Bijoux si è ripresa alla velocità della luce. Altro che intervento?!
Così ho trascorso il mese di agosto inviando video a mio nipote, per dimostrargli che il cane faceva dai 5 agli 8 chilometri al giorno, sculettando come da sua consueta andatura.
Al rientro mio nipote ha poi deciso di recarsi in azienda e, da buon ingegnere, ha inondato il Sig. Giuseppe Mauro di domande tecniche e scientifiche. E, come potevo ben immaginare, è uscito con uno ionflex tutto suo… che quotidianamente usano e che ora mette sempre in valigia anche lui, perché è un alleato formidabile della salute per tutta la famiglia.

ioniflex Pocket

Dispositivo ad uso domicilare

La ricarica cellulare, neutralizzando gli effetti dello stress ossidativo, consente un benessere generalizzato. Gli accessori sono concepiti per trattare efficacemente l'area da trattare. Sono maneggevoli, semplici da utilizzare e da pulire.

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